Il web è morto, come farlo risorgere!

Il Web è morto! Come farlo risorgere

Grandi cambiamenti sono avvenuti in questi ultimi tempi relativamente al concetto di web, di “sito web”, di “presenza sul web”. Erroneamente, con frequenza, associando il pensare ad un sito internet come “facciamo il cloud”

Google, il motore di ricerca leader, ha dettato in questi anni attraverso i suoi famosi algoritmi (hummingbird, penguin , ….) le nuove regole di come il web deve essere vissuto, del modo di interfacciare il concetto di “domanda e risposta”, il pensare a “soddisfare il bisogno utente” attraverso una attenta analisi non più legata esclusivamente alle keywords, o parole chiavi.

Ottenere buoni risultati di piazzamento nella SERP (indice relativo alle ricerche naturali) significa creare un ottimo lavoro di studio nel progettare una infrastruttura di codice e informazioni che rappresenti nella sua completezza in maniera semplice la trasmissione del messaggio “io voglio comunicare a te” e, di conseguenza, “cosa tu stai cercando e come io posso soddisfare la tua necessità”.

Si comprende bene che lo studio dei contenuti, il modo di come essi vengono presentati e raccolti, bilanciati nel rapporto “pietanza principale e contorno”, senza sfruttare abusi che oramai non sono più tollerati ma efficacemente penalizzati, diviene uno dei fattori principali del nuovo approcciarsi alla creazione di un sito web.

Muore quindi il sito vecchio che non è aggiornato da tempo, non efficacemente protetto da attacchi e non rivisto periodicamente nella sua struttura portante, con contenuti “stitici” e con “brutti e inefficaci tentativi di presentare keywords in agglomerati inconcludenti, pesanti e pedanti”. Muore il portale web che è lontano nel far capire al possibile cliente che quanto va cercando è proprio davanti a lui, perché con linguaggio non adeguato presenta prodotti in una infrastruttura sintatticamente e stilisticamente non corretta.

Muore il sito web fatto dall’amico dell’amico perché non ha le basi per creare questa tipologia di “nuovo web”. Muore il sito web fatto con modalità “fai da te perché si risparmia”, poiché costruire una casa non significa solo comprare dei bei mattoni e provare a metterli sopra uno dopo l’altro, senza un progetto fatto “da chi se ne intende, da professionisti” e costruita “da azienda che opera nel settore”. La casa crolla rovinosamente senza un profondo studio e analisi, “se non è fatta come deve essere fatta”.

Il sito web muore se non è ben creato e gestito, se non rispetta le nuove regole, se non è presidiato con la dinamicità che oggigiorno è richiesta, nei suoi contenuti (la pietanza principale) e nel contorno appetitoso che dal mondo dei social al marketing a pagamento l’universo web si erge e vive.

Muore, arretra di posizioni, viene tristemente scavalcato dai siti web di nuovi competitor, si popola di “ragnatele digitali” che infastidiscono e allontanano lo sventurato utente navigatore che, volontariamente o involontariamente ci capita sopra.

Quindi nuova vita al web: risorgi e mettiti il nuovo abito cucito su misura, fai univocità di quello che vuoi dire, usa un linguaggio semplice con importanti pensieri, aiuta colui che chiede aiuto e non trova una efficace soddisfazione ai suoi bisogni. Invia il tuo messaggio, frequentemente, con tutti i mezzi che il sistema mette ai tuoi piedi e non dire cose non vere.

Una bugia detta ad un bambino significa deluderlo, una carezza e una buona parola significa farsi amare. Google ti amerà.

Il web è morto, ma è tempo che risorga e faccia vedere ai poveri umani che l’equazione bisogno = risposta è linfa vitale del nuovo approccio nel comunicare del nuovo web. Del web risorto.

Hai trovato utile questo articolo? Valutalo
[Total: 2 Average: 5]